staffordshire bull terrier

Forza e agilità le uniche esagerazioni


In questi giorni sto leggendo alcuni capitoli del libro “The Staffordshire Bull Terrier” di H.N. Beilby del 1943, una pietra miliare per la razza, un libro di piccole dimensioni ma con un grande contenuto.

Sfogliandolo tra i vari titoli dei capitoli, mi ha incuriosito uno degli ultimi “Future of the breed” tradotto il “futuro della razza”, nel quale Beilby guarda al futuro basandosi su quello che vedeva nella razza ai suoi tempi.

L’autore ha azzeccato le sue previsioni, sulla diffusione ed evoluzione della razza, infatti era convinto che per le sue caratteristiche morfologiche e caratteriali lo Staffordshire Bull Terrier una volta finita la guerra avrebbe riscosso un notevole successo e soprattutto con una grande richiesta e poca disponibilità di soggetti, sarebbero cresciuti come funghi (sue testuali parole) gli allevatori per fare soldi a discapito della selezione del “vero” stafford, purtroppo fu così anche per altri motivi.

Una previsione forse scontata perchè si sa che nella cinofilia quando una razza diventa di “moda”, i cagnari prolificano, un po’ come sta succedendo in Italia dove nel giro di 5 anni si è passati da poco più di 500 cuccioli registrati in un anno a 1200, ma fa riflettere che già 70 anni fa fosse questa la prassi.

In realtà ciò che più mi ha colpito di questo capitolo del libro, è una sua opinione sulle “esagerazioni” della morfologia, infatti esprime perplessità sul perchè alcuni allevatori selezionassero teste eccessivamente larghe e con massetteri troppo pronunciati, più simili a Bulldog nella forma, che non avevano un senso logico per quello che dovrebbe essere la funzione lavorativa della razza.

Sono passati solo otto anni dal riconoscimento ufficiale della razza e in pratica Beilby parla di un problema attuale, l’ipertipicità, uno dei problemi moderni della razza e pensando che nel 1948 vi fu lo scempio con la seconda modifica allo standard di razza, è ovvio che al giorno d’oggi sia raro trovare dei veri Staffordshire Bull Terrier.

C’è un suo messaggio verso gli allevatori secondo me molto importante in merito alle esagerazioni nella selezione e che riporto tradotto testualmente:

“Ricorda i punti fondamentali “forza” e “agilità”, si può esagerare su questi insieme (ma non uno a discapito dell’altro) tanto quanto si vuole, ma mettiamoci la faccia senza esitazione contro lo sviluppo di punti inutili e non necessari.”

Forza e agilità, due parole che potrebbero essere usate come sinonimo di Bull & Terrier ed è in questa direzione che deve muoversi la selezione della razza, alla ricerca di un tipo bilanciato.

(in foto Tough Guy, Westall line)

Ai tempi di Beilby queste caratteristiche erano testate nel lavoro attraverso il combattimento tra cani o con selvatici (es. tasso), ai giorni nostri l’unico modo legale per verificare tali doti è attraverso alcune prove sportive, promosse da diversi club in Europa e in Italia da SBTSCI o SDCI. 

È noto che sono un promotore e amante di questi sport, questo articolo non vuole essere uno spot per il club, ma una mia riflessione su dei punti chiave espressi da uno dei pionieri della razza sulla selezione.

L’esagerazione non deve esserci neanche da chi cerca il tipo sportivo, perchè se è assodato che la funzione genera il tipo è anche vero che parlando di razza, il cane deve essere attinente al suo standard o rischia di essere un “cane”.

A tal proposito dovrebbero esistere gli show di bellezza, con lo scopo di verificare l’attinenza del cane di razza al suo standard, dal mio punto di vista solo uno specialista può giudicarlo e neanche tutti, perchè ritornando al discorso dell’ipertipicità, coloro che selezionano in questa direzione devono essere banditi dai ring, a favore di giudici che selezionano il tipo bilanciato.

La difficoltà è che scegliere un giudice rimane nel campo della soggettività, perciò ognuno tirerà l’acqua al suo mulino per favorire la tipologia che più lo aggrada.
Se dovessi come l’autore del libro scrivere un capitolo sul futuro della razza, la mia previsione e speranza è che Show e Sport si muovono insieme negli anni a venire, per mantenere vivo il “Vero” Staffordshire Bull Terrier ed evitarne la rovina, anche se qualcuno dice che “la razza è già finita”.

Il “Dual purpose” ( Show e Sport) deve essere il futuro della razza! 

(in foto Champion Lady Eve)

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